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L’argomento che tratteremo oggi è come ridurre le richieste di rimborso se offrite dei corsi di formazione online. Questo è uno dei problemi più comuni con i quali gli organizzatori ed i docenti dei corsi online si trovano a far fronte quotidianamente. Ma cosa c’è alla base di tutti i rimborsi che le persone richiedono quando si fa un corso online? Scopriamolo insieme.

Perché vengono richiesti i rimborsi?

Le richieste di rimborso succedono generalmente per tre motivi principali, soprattutto nel caso si vendano corsi online, siano essi corsi economici da poche decine di euro, corsi dai costi più elevati o anche corsi di larghissima popolarità dovuti al fatto che fossero particolarmente economici o corsi più elitari da centinaia di euro.

I tre motivi principali che sono stati riscontrati dunque quando si tratta di rimborsi sono:

Targetizzazione del pubblico al quale è rivolto il corso insufficiente

  • se vengono attirati come clienti persone generalmente poco serie o gente che cerca l’ultimo trucco per fare i furbi su internet. Questo target di persone, infatti, è un target di persone facile da attirare ma non saranno buoni clienti e chiederanno il rimborso per i motivi più futili e disparati (anche se questo numero di persone è stato limitato nel tempo attirando un pubblico più profilato. Bisogna in questo caso, dunque, lavorare bene sulle proprie politiche di rimborso e sulla targetizzazione del pubblico al quale il corso è rivolto).

Problematiche relative al tempo

  • un altro motivo molto popolare è legato al tempo, e dunque quando abbiamo a che fare con persone che chiedono rimborsi per motivi di mancanza di tempo nel poter seguire il corso stesso. Con botbang.zero si è arginato questo problema strutturando il corso in varie lezioni graduali, ed ogni giorno si forniva l’accesso ad una o due lezioni al massimo, inviando una notifica o un promemoria la sera nel caso in cui la persona non avesse visitato le lezioni disponibili. Tramite reminders, infatti, si può sfruttare meglio il tempo a propria disposizione e si possano ottenere risultati migliori. Si tratta anche di questioni strettamente psicologiche, perché sapendo di aver speso dei soldi per un corso che è ben organizzato e che manda notifiche e promemoria proprio per non farti perdere tempo e soldi si è più invogliati a continuarlo!
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Intimidazione da parte dei docenti

  • L’altro motivo meno conosciuto ma altrettanto presente, le persone hanno spesso un effetto di intimidazione nei riguardi dei propri docenti online. Vedono la persona che tiene il corso come distanti e temono di disturbare, interferire o non essere abbastanza rilevanti per i propri insegnanti e non possono avere accesso libero a queste persone e dunque, se magari un concetto non è chiaro, perdono il filo del discorso e decidono di richiedere il rimborso, diventando più di tutti gli altri motivi sopraelencati una sconfitta personale. La soluzione che abbiamo trovato a questo riguardo è l’interazione diretta su altre piattaforme come forum, Messenger ecc. e fornire esercizi essendo letteralmente solo seguiti a distanza da un professore che però è presente e col quale si può liberamente interagire. Ogni settimana, le persone che non avevano interagito con i professori sui forum o altrove venivano contattate su messenger tramite gli account personali dei docenti per sapere se il corso stava sortendo gli effetti desiderati o meno. In tanti, in questo modo, vengono recuperati e si elimina il senso di subordinazione tra docente ed alunno grazie all’interazione tra le parti. Questa strategia ha fatto davvero la differenza nella riduzione dei rimborsi dei corsi online.

Fonti: Samuele Onelia per BotCaffé.